|
|
Scritto da Administrator
|
|
Giovedì 04 Novembre 2010 15:32 |
|
Le sentenze che hanno deciso opposizioni alle esecuzioni pubblicate tra il 1° marzo 2006 ed il 4 luglio 2009 sono soggette a ricorso per cassazione ai sensi dell’art. 111 Cost.; le sentenze che hanno deciso opposizioni alle esecuzioni, pubblicate successivamente alla predetta data del 4 luglio 2009, sono invece appellabili in virtù del nuovo regime impugnatorio dell’art. 616 cod. proc. civ. come novellato dalla legge n. 69 del 2009.
|
|
|
Scritto da Administrator
|
|
Sabato 11 Settembre 2010 10:12 |
|
Le Sezioni Unite della Corte di Cassazione, pronunciando per la prima volta in ordine all’interpretazione dell’art. 360 bis, n. 1, c.p.c. – introdotto dalla legge di riforma del processo civile – hanno enunciato il seguente principio di diritto: "La Corte rigetta il ricorso, perché manifestamente infondato, se, al momento in cui pronuncia, la decisione di merito si presenta conforme alla propria giurisprudenza e il ricorso non prospetta argomenti per modificarla".
|
|
Ultimo aggiornamento Sabato 11 Settembre 2010 10:38 |
|
Scritto da Administrator
|
|
Martedì 13 Luglio 2010 15:17 |
|
In caso di omessa pronuncia sull’istanza di distrazione delle spese proposta dal difensore è ammissibile – anche valorizzando il disposto del secondo comma dell’art. 93 c.p.c. - il procedimento di correzione degli errori materiali, poiché la suddetta omissione si configura, ordinariamente, come il frutto di una mera svista o dimenticanza in relazione all’adozione di un provvedimento sul quale il giudice non può, di norma, esercitare alcun sindacato, con l’applicabilità, in sede di legittimità, dello stesso procedimento come richiamato dall’art. 391 bis dello stesso codice di rito.
|
|
|
Scritto da gioacel
|
|
Venerdì 20 Agosto 2004 11:11 |
|
Se il quesito di diritto introdotto dall'art. 366 bis c.p.c. si esaurisce in una enunciazione di carattere generale ed astratto che, in quanto priva di qualunque indicazione sul tipo di controversia e sulla riconducibilità alla fattispecie, non consente di dare alcuna risposta utile a definire la causa nel senso voluto dal ricorrente, il motivo è inammissibile, non potendo il quesito essere desunto o integrato dal motivo. Il principio è stato sancito dalle Sezione Unite della Suprema Corte con la sentenza 11 marzo 2008 n. 6420.
|
|
Ultimo aggiornamento Venerdì 15 Maggio 2009 06:46 |
|
|
|
|
|