Sono giunti i primi attesissimi responsi del Giudice presso il Tribunale di Napoli – Sezione Distaccata di Ischia sulla questione della applicabilità del Decreto Legge c.d. blocca demolizioni (D.L. n. 62 del 28 aprile 2010, pubb. G.U. n. 99 del 29 aprile 2010) agli immobili abusivi realizzati sull’isola d’Ischia.
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Pubblicato da Gioacchino Celotti il 7 maggio 2010 in penaleTags: abuso edilizio, decreto legge, demolizioni, giudice dell'esecuzione, ischia, sospensione, vincoli paesaggistici • No Comments
Non ancora pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, il testo del Decreto Legge c.d. blocca demolizioni, approvato dal Consiglio dei Ministri nella riunione del 23 aprile 2010 aveva già suscitato un ampio ed acceso dibattito nell’opinione pubblica e tra gli addetti ai lavori. Complice una stesura a dir poco infelice, frutto di una soluzione di compromesso in extremis, il Decreto ha sollevato dubbi interpretativi e perplessità in ordine ai limiti stessi alla sua concreta applicabilità.
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Pubblicato da Gioacchino Celotti il 30 aprile 2010 in penaleTags: abuso edilizio, decreto legge, demolizioni, ischia, sospensione, vincoli paesaggistici, zone vincolate • 3 Comments
Pronunciandosi su un ricorso per regolamento di competenza, la Suprema Corte di Cassazione (Sezioni Unite, ordinanza 16 marzo 2010, n. 6306) ha affermato un principio che molti commentatori si sono subito affrettati a definire “rivoluzionario” e che hanno così sintetizzato: “la competenza per il giudizio promosso per l’equa riparazione deve svolgersi presso la Corte d’Appello del Distretto dove si è svolto il giudizio di merito“. Leggi il resto »
Pubblicato da Gioacchino Celotti il 24 aprile 2010 in civile, curiosità, informazioneTags: Cassazione, competenza, corte di appello, equa riparazione, legge Pinto, Sezioni Unite • No Comments
Il Decreto Legge 29 dicembre 2009 n. 193, convertito, con modificazioni, nella Legge 22 febbraio 2010 n. 24, modificando l’art. 163 c.p.c., ha introdotto l’obbligo di indicare nell’atto di citazione il codice fiscale, oltre che dell’attore e del convenuto, anche “delle persone che rispettivamente li rappresentano o li assistono”.
La modifica legislativa è stata da molti interpretata come introduttiva dell’obbligo per l’avvocato di indicare il proprio codice fiscale. Per giunta, a pena di nullità (ex art. 164 c.p.c. in relazione all’art. 163, 3° comma, n. 2). In realtà, per persone che rappresentano o assistono le parti in giudizio devono intendersi coloro che agiscono, in virtù di specifiche disposizioni normative, quali rappresentanti sostanziali della parte (si pensi al caso in cui quest’ultima sia soggetto incapace), e, non certo, i difensori.
Vero è che la stessa legge ha modificato anche l’art. 125 c.p.c., prevedendo espressamente l’indicazione del codice fiscale del difensore negli atti ivi elencati (citazione, ricorso, controricorso, precetto). Tuttavia, alcuna nullità è espressamente sancita in ipotesi di omissione.
Gioacchino Celotti
Pubblicato da Gioacchino Celotti il 22 aprile 2010 in procedura civileTags: avvocato, citazione, codice fiscale, difensore • 4 Comments
Dopo anni di udienze, finalmente, la mia causa sembrava avvicinarsi alla fine. Il 20 febbraio dello scorso anno c’è stata l’udienza di conclusione e, per come mi è stato spiegato, già prima dell’estate il Giudice avrebbe dovuto depositare la sentenza. E’ passato più di un anno ormai e ancora niente. E’ normale tutto questo ritardo? Non ci sono dei termini che il Giudice deve rispettare? N.R. (via e-mail)
Purtroppo i termini previsti dal codice di procedura civile non sono “perentori”. Rispettando gli stessi, in effetti, il Giudice avrebbe dovuto depositare la sentenza nei tempi che Le sono stati indicati. Ma nessuna conseguenza il codice ha previsto in ipotesi di inosservanza. E così, il caso che mi sottopone non è affatto isolato. Conseguenze ci sarebbero, ma sul solo piano disciplinare, per il Magistrato che effettui con ritardo il deposito. Ho usato non a caso il condizionale, giacché la sussistenza di un illecito può essere esclusa – secondo l’orientamento costante della sezione disciplinare del Consiglio Superiore della Magistratura - laddovi risulti provato che il ritardo - anche sistematico – nel deposito dei provvedimenti giurisdizionali non sia sintomatico di negligenza e mancanza di operosità, ma sia determinato da oggettive condizioni dello svolgimento del servizio (dunque, il singolo ritardo va valutato in relazione alla mole complessiva del lavoro espletato).
Pubblicato da Gioacchino Celotti il 15 aprile 2010 in procedura civileTags: deposito, quesiti, sentenze • No Comments
Che le moderne tecnologie possano rappresentare strumento di semplificazione ed accelerazione delle dinamiche interne alla giustizia civile è auspicio degli addetti ai lavori e dell’intera collettività. Pensiamo qui alla redazione materiale delle sentenze da parte dei giudici o alla stesura di qualsiasi altro provvedimento: l’uso del computer ha reso l’operazione più agevole per l’estensore ed ha, al tempo stesso, facilitato la successiva lettura. Leggi il resto »
Pubblicato da Gioacchino Celotti il 12 aprile 2010 in curiositàTags: copia incolla, giustizia, sentenze • 2 Comments
Uno degli argomenti più utilizzati dai primi contestatori della decisione della Consulta sul c.d. lodo Alfano (improvvisati costituzionalisti da piccolo schermo peraltro ignari delle motivazioni della sentenza, non ancora depositate) è stato quello relativo ad una asserita contraddittorietà della decisione rispetto all’unico precedente in materia (la pronuncia sul c.d. lodo Schifani). Si è detto, con toni anche aspri che mal si conciliano con una disamina di alto profilo tecnico, che risulta incomprensibile il richiamo all’art. 138 della Costituzione, considerando che la necessità di una legge costituzionale non era affatto emersa dalla sentenza che aveva deciso la illegittimità del precedente lodo.
L’argomento è fallace e fuorviante. Non tiene conto, infatti, dei complessi meccanismi che regolano il giudizio di costituzionalità e dei limiti assegnati alla Corte in sede di esame delle questioni sottoposte. Uno di questi riguarda l’ambito stesso del giudizio, delineato nella sua interezza non certo dal giudice costituzionale ma da quello rimettente (il giudice a quo). E’ quest’ultimo, nel sollevare la questione di costituzionalità, a dover indicare non solo la norma censurata, ma anche i singoli parametri costituzionali che si assumono violati. La Corte si pronuncia sulla questione così come prospettata nell’ordinanza di rimessione e nel rispetto del principio della corrispondenza tra chiesto e pronunciato (la decisione deve essere contenuta nei limiti dell’impugnazione).
Nel caso del lodo “Schifani”, il Giudice a quo aveva evocato, quali parametri di riferimento, gli artt. 3, 101, 112, 68, 90, 96, 24, 111 e 117 della Costituzione. Dunque, la Corte non poteva autonomamente pronunciarsi sul contrasto con l’art. 138 (che non era stato profilato dal rimettente).
Nel caso del lodo “Alfano”, è stata rimessa alla Corte la questione di costituzionalità della legge con riferimento anche all’art. 138 della Costituzione. La Consulta ha potuto decidere anche sulla violazione dell’art. 138.
Pubblicato da Gioacchino Celotti il 8 ottobre 2009 in asinerie giuridicheTags: art. 138 Cost., corte costituzionale, lodo alfano • No Comments
Non è infrequente osservare nella pratica un uso inappropriato o distorto di termini o concetti giuridici. Non sorprende che ad inciampare nel rischio di disinvolte definizioni di istituti del diritto civile o penale sia l’uomo della strada o una qualunque persona, pur discretamente istruita ma a digiuno di specifiche competenze o cognizioni legali. Desta invece qualche perplessità il fatto che a tanta approssimazione non sfuggano le firme più celebri del nostro giornalismo, come pure gli esponenti più autorevoli della politica. Agli uni e agli altri occorrerà prima o poi illustrare le differenze, per esempio, tra una querela e un atto di citazione. Così, per la precisione.
Pubblicato da Gioacchino Celotti il 18 settembre 2009 in asinerie giuridiche, informazioneTags: citazione, denuncia, querela • No Comments
La ripresa delle udienze presso la sezione distaccata di Ischia del Tribunale di Napoli coincide quest’anno con una nuova e, se possibile, più allarmante minaccia di paralisi delle attività giudiziarie. I problemi atavici che affliggono la sede sembrano destinati a restare irrisolti, per mancanza di volontà o di risorse. Anzi, si acuiscono. Leggi il resto »
Pubblicato da Gioacchino Celotti il 15 settembre 2009 in giustiziaTags: giustizia, Tribunale di Ischia • No Comments
Le azioni giudiziarie di recente promosse da Silvio Berlusconi nei confronti dei quotidiani La Repubblica e L’Unità (rectius, nei confronti del Gruppo Editoriale L’Espresso, del direttore responsabile del quotidiano La Repubblica Ezio Mauro e del giornalista Giampiero Martinotti, la prima, di Concita De Gregorio, in proprio e nella qualità di direttore responsabile del quotidiano L’Unità, e delle giornaliste Federica Fantozzi e Maria Novella Oppo, nonché della Nuova Iniziativa Editoriale S.p.A., la seconda, della medesima Concita De Gregorio, di Natalia Lombardo e Silvia Ballestra, nonché della Nuova Iniziativa Editoriale S.p.A., la terza), che ampio risalto hanno ricevuto sui principali media nazionali ed internazionali, ci offrono lo spunto per valutare un’ipotesi concreta di prima applicabilità della nuova disciplina sulla “responsabilità aggravata“, come risultante dalla modifica dell’art. 96 c.p.c. Leggi il resto »
Pubblicato da Gioacchino Celotti il 6 settembre 2009 in informazione, procedura civileTags: art. 96 c.p.c., Berlusconi, diffamazione, diritto di critica, stampa • No Comments